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Un Natale last minute

Stanchi di guardare per l’ennesima volta la homepage di pintrest alla ricerca di qualche spunto riguardo il pranzo di Natale che, a breve, ci destabilizzerà le vite? Nella corsa frenetica alla ricerca del regalo perfetto molte volte ci dimentichiamo della cosa più importante: il cibo. Per un occasione del genere dobbiamo affinare le nostre skills dato che dovremmo far gustare i piatti alla cognata schizzinosa e allo zio antipatico, quello del come-faccio-io-il-ragù-nessuno-mai-nella-vita. Presentare un semplice piatto di pasta con del sugo sopra è un po riduttivo e, ammettiamolo, abbastanza triste. Ecco quindi qualche idea dell’ultimo minuto per aiutarvi con quello che potrebbe essere la carta d’imbarco per un futuro da chef oppure per l’inesorabile declino verso piatti pronti e pizze surgelate.

ANTIPASTO

Tartine alle noci: vi bastano pochi e semplici ingredienti, solo delle noci e ricotta. Basta amalgamare la ricotta con le noci frantumate in precedenza insieme al pepe e al sale, spalmare la crema su delle tartine e il gioco è fatto.
Involtini di salmone: basta stendere fettine di salmone su un ripiano e spalmarvi sopra del formaggio, poi potete sbizzarrirvi come vi pare aggiungendo mandorle, melograno, rucola o, perché no, tutti gli ingredienti precedentemente elencati insieme. L’importante è fare molta attenzione mentre arrotolate le fettine perché, nonostante il gusto regna sovrano, anche l’estetica ha la sua importanza, mica vorrete perdere quei likes su instagram, vero?

PRIMO

Siamo sinceri, la maggior parte dei commensali chiede a gran voce le lasagne. Io personalmente mi metterei a urlare “QUESTO NON E’ NATALE” senza un bel piatto di lasagne ma, ovviamente non si possono accontentare tutti. Per un pranzo last minute e semplice mi verrebbe da consigliarvi un classico della cucina romagnola (o emiliana, non saprei): tortellini in brodo. Semplici ed efficaci, un toccasana in questi giorni freddi e, diciamolo, dannatamente buoni. Non credo ci sia bisogno che vi spieghi come farli, spero.

SECONDO

Qui arriviamo all’argomento più difficile perché purtroppo la tradizione vuole, ad esempio, lo stinco di vitello oppure il cappone ripieno. Piatti abbastanza complicati che richiedono cura e molto tempo. Però nulla vi vieta di proporre un bel pollo arrosto con delle patate (magari comprato già pronto nel negozio sotto casa) oppure, perché no, dei bei gamberoni al forno con dell’olio, prezzemolo e spezie.

DOLCE

Perché scervellarsi quando in casa abbiamo tanti di quei panettoni e pandori regalatoci da amici e vicini di casa? Magari, se volete rendere più interessanti questi dolci, vi consiglio di preparare una bella crema al mascarpone da spalmare sopra o della Nutella. Non vi piacciono ne i panettoni e ne i pandori e non avete voglia di cucinare? E le pasticcerie a che sono aperte a fare? Un bel mix di pasticcini riunisce i gusti di tutte le persone.

Queste sono solo delle piccole idee, siamo al ridosso del 2018 e ci sono tantissimi siti e ristoranti che preparano interi pranzi da asporto, basta informasi. Chiaro, non ha la stessa “magia” ma, alla fine dei conti, l’importante è essere circondati dalle persone importanti. Non sarà un piatto di cannelloni a fare la differenza… solo i regali. Ecco quelli si che sono importanti.

@sarapanky
@chic_chic_chocolate

Tradizioni natalizie nel mondo

Credo voi sappiate che il Natale non è solo una prerogativa italiana nella quale ci si abbuffa di lasagne e montone. Il Natale, che ci crediate o no, è festeggiato in ogni parte del mondo. Magari non ha lo stesso valore spirituale o religioso ma è curioso sapere come festeggiano i nostri cugini dall’altra parte della terra. Mentre noi ci limitiamo ad accendere qualche candela in Svezia bruciano una capra alta 13 metri per… non so quale motivo, forse perché fa parecchio freddo e hanno bisogno di scaldarsi in un modo o nell’altro; oppure in Norvegia, durante la vigilia di Natale, nascondono le scope nei posti più sicuri della casa dalle streghe e spiriti maligni alla ricerca di questi “mezzi” da cavalcare. Per quanto riguarda il cibo? Ammettiamolo, noi siamo la nazione più schizzinosa per quanto riguarda le tradizioni culinarie. Se avete lo stomaco di ferro e la mente aperta allora continuate pure la lettura di quest’articolo, in caso contrario vi consiglio di fermarvi e mangiare una bella fetta di panettone.

Il Giappone è noto per le sue tradizioni centenarie ma il Natale non fa parte di queste, tralasciando gli addobbi e la concezione della festività americanizzata (che si è estesa in tutto il mondo), rimane perlopiù una novità, Tuttavia, negli ultimi anni, si è affermata una tradizione piuttosto bizzarra: il giorno di Natale i Giapponesi si concedono un’abbuffata di pollo della celebre catena Kentucky Fried Chicken, tanto che sul sito KFC Japan hanno addirittura pubblicizzato un menù a tema natalizio solo per loro.

A Londra non è Natale senza il Christmas Pudding, un must in ogni tavola inglese. Un dolce dalla ricetta rustica e antichissima servita insieme al rum. La curiosità di questo dolce si basa principalmente nella superstizione: innanzitutto contiene 13 ingredienti (come Gesù e i suoi discepoli) mentre l’impasto deve essere girato da ogni membro della famiglia in senso antiorario, da est verso ovest, per onorare l’arrivo dei Re Magi.

Mentre noi congeliamo o cerchiamo il posto più vicino al camino, in Australia è già estate. Considerate che Dicembre è uno dei mesi più caldi dell’anno, quindi, oltre al Babbo Natale in costume su una tavola da surf, sarà possibile mangiare carne nel barbecue oppure pesci freschi, magari accompagnati da dei drink ghiacciati e, perché no, tra una nuotata nell’oceano e un selfie in mezzo all’acqua. Praticamente la versione australiana del ferragosto italiano. E’ tradizionale la Pavlova, un dolce composto da dischi di meringa decorati con panna, cioccolata e frutta fresca.

Questi sono solo tre dei tanti paesi che festeggiano questo periodo. Che sia in Venezuela, dove il giorno di Natale TUTTI vanno in rollerblade a messa per poi mangiare tortillas di farina farcita con carne, o che sia in Austria, dove vanno di porta in porta, manco fosse Halloween, a chiedere mandarini e noci, l’importante è stare in compagnia dei più cari, che siano parenti, amici o anche animali.

@_healthynhappy

Tra pranzi e cenoni, come festeggia l’Italia?

Siete pronti a dire: “La dieta la inizio a Gennaio?” Purtroppo, o per fortuna, le tavole, da qui fino alla befana, si imbandiranno di cibi su cibi su cibi e su cibi. L’ho detto che le tavole saranno piene di cibo? Se gli americani hanno il Thanksgiving, meglio noto come “Giorno del ringraziamento”, noi cosa abbiamo? Un periodo lungo dall’immacolata fino all’Epifania, un mese di festa tra panettoni, tiramisù e lasagne. Passando dal pranzo del 25 Dicembre fino al cenone di fine anno l’Italia festeggerà il periodo natalizio causando, di conseguenza, un aumento del peso corporeo così evidente che saremo costretti ad andare in negozio a cambiare quel maglione regalatoci dalla zia (che poi fa ripensarci tutto il male non viene per nuocere). Ma come si festeggia? Quali sono le differenze tra nord e sud?

NORD

Nel nord si celebra mangiando i prodotti del bosco e della montagna come, ad esempio, il lardo con castagne cotte e caramellate con miele oppure il bue bollito. Vanno per la grande, principalmente in Veneto, i salumi accompagnati da un bicchiere di prosecco. Il cappone sembra mettere tutti d’accordo: dal Friuli-Veneia Giulia fino alla Lombardia lo troviamo al brodo, ripieno con uova , grana e mortadella, oppure arrosto. Tipica è anche la Polenta, che sia fritta o con la trippa è un must sulla tavola del settentrione. Al momento del dessert, oltre al panettone tipico lombardo e al pandoro tipico veronese, troviamo lo strudel, il torrone e il pandolce.

CENTRO

Sulla tavola non possono mancare i tortellini rigorosamente in brodo, tagliatelle o lasagne; magari dopo un bell’antipasto con crostini di fegatini e salumi del luogo. A seguire si trovano l’abbacchio al forno con patate, agnello arrosto o bollito di manzo. Se preferite un natale con il pesce nessun problema: in quel di Modena si gustano spaghetti con tonno, sgombro, acciughe e pomodoro seguiti dal baccalà in umido o fritto. Per quanto riguarda il dolce possiamo trovare i ricciarelli, dolce senese a base di mandorle, zucchero e albume, oppure i caggionetti, ravioli dolci fritti ripieni di mandorle e purè di castagne.

SUD e ISOLE

Cosa succede nel sud invece? In Campania è d’obbligo mangiare il capitone, la femmina dell’anguilla. La storia di questa tradizione è molto particolare: essendo molto simile a un serpente, il capitone simboleggerebbe la vittoria degli uomini su Satana in quanto assunse la forma di questo animale proprio per tentare Eva. Tornando al cibo non possono mancare gli spaghetti alle vongole in Campania, orecchiette con le cime di rapa in Puglia, pasta con le sarde in Sardegna e lo sfincione, una variante della pizza, in Sicilia. Dopo la soppressata calabrese o le pettole (frittelle di pasta farcite con pmodori, capperi, origano e alici) si conclude con cassate e cannoli.

Una tradizione che unisce l’Italia da nord a sud è, senza alcun dubbio, il tradizionale piatto di lenticchie a capodanno, queste simboleggiano, secondo il folklore popolare, l’augurio di prosperità e fortuna per l’anno nuovo. Ma come mai proprio le lenticchie e non i ceci? Perché questa tradizione ha origini più antiche di quanto possiate pensare: gli antichi romani usavano regalare una “scarsella”, ovvero una borsa di cuoio contente lenticchie, con l’augurio che si trasformassero in tante monete.

@theflorentine
@simonamatteoni
@capursss

Pandoro vs Panettone

Pandoro o Panettone? La scelta si fa difficile quando a Dicembre siamo costretti a scegliere tra i due Re incontrastati dei dolci natalizi. La differenza non si basa soltanto sulla presenza di canditi o meno ma ci sono dei piccoli elementi che li rendono unici nel loro genere: il panettone è un dolce milanese nato nel 1500 mentre il pandoro è originario di Verona, nato tre secoli più tardi. Oltre nella forma la particolarità sta nel fatto che il pandoro ha tra gli ingredienti principali la vaniglia, ingrediente che manca nella realizzazione del panettone.

E voi? Quale preferite?

Pandoro vs. Panettone: conosci tutte le differenze tra questi due dolci?

@luisamoron

I colori degli ortaggi pt. 2

Coma abbiamo visto nell’articolo precedente, oltre ad aver scoperto che la banana è considerata un frutto bianco, frutta e verdura è divisa in diversi colori con le proprie caratteristiche. Quella verde ha proprietà digestive, quella arancione aiuta il rafforzamento del sistema immunitario grazie alla vitamina C e quella bianca protegge il corpo dall’attività dei radicali liberi.

 

Frutta e verdura VIOLA

Gli ortaggi viola sono in grado di rinforzare e far diventare più elastiche le pareti dei vasi sanguigni, è per questo che offrono un grande miglioramento alla circolazione sanguigna e nel rafforzamento della resistenza capillare. La frutta e verdura viola contengono carotenoidi e polifenoli: sostanze antiossidanti dalle proprietà antitumorali, aiutano a prevenire il rischio di malattie cardiovascolari e diversi tipi di tumore. Tra l’altro sono anche utili per la memoria (ecco, questo lo dovrei segnare). Cosa non meno importante, contengono pochissime calorie, dunque sono ottime per chi ha iniziato la dieta Lunedì. Sono da segnalare le melanzane, l’uva nera, l’uva passa, i frutti di bosco, le prugne e il radicchio. Ad esempio le melanzane contengono la solasonina e la nasunina che stimolano i muscoli dell’apparato digerente e favoriscono la digestione.

Frutta e verdura ROSSA

Gli alimenti naturali di colore rosso hanno una funzione importante nel potenziare la vista e sono molto ricchi di vitamina C che permette di stimolare le difese naturali. L’anguria, o cocomero, ha ottimi valori nutrizionali, consente di contrastare il senso di stanchezza grazie all’elevata quantità di sali minerali. Ha anche spiccate proprietà diuretiche grazie alla presenza dell’acqua. I pomodori sono degli ottimi alleati per la nostra salute, secondo uno studio realizzato negli Stati Uniti un consumo regolare di pomodori farebbe diminuire il rischio di un tumore alle ovaie e alla prostata, oltre che a ridurre il rischio di un cancro al pancreas.

Un’alimentazione equilibrata e ricca di frutta e verdura dovrebbe essere alla base della nostra vita quotidiana perché il benessere del corpo è fondato principalmente su quello che mangiamo. Ma quanta ne dobbiamo mangiare? Almeno 4-5 porzioni al giorno di frutta e verdura considerando che una porzione equivale a un frutto o a un piatto di insalata. Come avete visto ogni tipo di ortaggio presenta vantaggi diversi quindi evitate le diete “solo anguria” o “solo pomodoro”, è vero, magari fanno dimagrire ma si accumulano carenze alimentari. Quindi non solo lo diceva la mamma ma lo dicono anche gli scienziati e i dietologi: la frutta fa bene. Dopo queste notizie mi vado a preparare un bel piatto di lattuga e radicchio seguita da una cesta di banane e arance.

@ortiadomicilio
@millymilly_
@arianutte
@hananhamzy

I superpoteri dei latticini

Vi piace il latte? Bene. Non vi piace il latte? Male. Una ricerca condotta presso l’Università di Bristol afferma che il consumo di latte e latticini hanno un effetto preventivo sul tumore al colon dopo una revisione sistematica di 99 studi: 29 milioni di pazienti di  cui 247.000 affetti da cancro al colon retto. Secondo questi studi 400 grammi di latticini riducono del 13% il rischio di tumore mentre 200 grammi di latte al giorno riducono del 6% il rischio.

Tumore al colon così latte e latticini ci proteggono

@terrythemightycat

 

Tè o tisana?

Come da copione il Sabato è il giorno dedicato al drink. Dato che stasera non farò serata mi sembra doveroso informarvi di cosa potreste bere al posto del solito Martini con ghiaccio e limone. Inizierò facendovi una domanda: sapete la differenza tra tè e tisane? Uno dei miei grandi errori è fare di questi due un fascio non considerando che sono diversi tra loro. Il tè, la bevanda preferita dagli inglesi, è il sostituto perfetto del caffè in quanto contiene la teina, la quale ha lo stesso principio della caffeina. E’ perfetto sia la mattina che il pomeriggio. La tisana invece è adatta prima di andare a dormire perché concilia il sonno e calma i nervi, si tratta di un infuso composto generalmente da più tipi di piante. Ottima quella al biancospino o alla valeriana. Eventualmente, se avete problemi digestivi, è consigliata la tisana al finocchietto.

La differenza fra tisane, tè e infusi

@ari_yoo_

Che cos’è la cucina molecolare?

Tra le meraviglie della cucina possiamo citare la pizza, la carbonara o anche la bruschetta. Potrei citare anche il sushi o il kebab ma cerchiamo di essere patriottici una volta ogni tanto, specialmente dopo l’eliminazione dai mondiali (ma questa è un’altra storia). Il bello della cucina italiana è che riesce a meravigliare con la semplicità, basta anche un piatto di spaghetti cacio e pepe per ammaliare gli sguardi dei presenti manco fosse una star del cinema. Che sia carne o pesce la parola magica è essenzialità. Esiste però una branchia della cucina che è meravigliosamente sottovalutata in quanto “novità strana”, sto parlando della cucina molecolare.


Che cos’è la cucina molecolare?

Citando wikipedia: “La gastronomia molecolare è una sotto disciplina della scienza alimentare che studia le trasformazioni chimiche e  fisiche che avvengono negli alimenti durante la loro preparazione.” In parole povere? Giocare al Piccolo Chimico con il cibo. Non stiamo parlando quindi di accostamenti alla “Nouvelle Cuisine” ma di veri e propri esperimenti fatti a regola d’arte, si tratta di una disciplina scientifica che mette in evidenza meccanismi e reazioni chimiche degli alimenti durante la loro cottura creando nuove tecniche e nuovi piatti. Tutto ciò non è stato pensato in modo randomico bensì per valorizzare e preservare i sapori degli ingredienti destrutturando i classici metodi di cottura.

Chi ha inventato questa disciplina?

L’inventore della cucina molecolare è Pierre Gilles De Gennes, premio Nobel per la fisica nel 1991. Grazie all’aiuto di chimici, biologi e cuochi, nel 1992 elaborò la “teoria della pietanza” in cui, alla base c’è l’intenzione di destrutturare il senso del gusto, temperature e consistenza delle pietanze. Avete presente quando mamma diceva: “non giocate con il cibo?” Lui l’ha fatto e credo abbia esagerato un pò. Ecco cosa comporta l’indifferenza alle regole: idee milionarie e premi Nobel.

Se volete provare a farlo a casa non avete bisogno di un forno o un fornello, dovete sapere che i ristoranti di cucina molecolare non usano il fuoco perché i cibi vengono cotti secondo reazioni chimiche ottenute con l’ausilio di sostanze particolari. Dovete semplicemente munirvi di gelificanti naturali simili alla colla di pesce come il Gellan Gum, gelificante prodotto attraverso la fermentazione di un’alga, oppure l’Agar Agar, ricavato dalle alghe rosse, che permette di riprodurre tanti tipi di forme, dagli spaghetti ai fagioli.

Come ogni novità, soprattutto quando si parla di un tema che ci sta molto a cuore come la cucina, siamo molto scettici, basti pensare a come è cambiata l’opinione riguardo al sushi dai primi anni 2000 ad ora (anche se esistono persone che continuano a dire “pesce crudo, che schifo” nonostante esistano numerose alternative). Chiaro, la cucina molecolare non è perfetta, infatti il connubio chimica-cucina lascia perplesse molte persone. La maggior parte di queste si preoccupano della pericolosità dell’utilizzo di additivi scientifici. Cercando una risposta diplomatica mi verrebbe da dire si e no, perché se i procedimenti vengono rispettati seguendo scrupolosamente tutti i protocolli non c’è niente da temere, il problema esiste quando si utilizzano con estrema disinvoltura additivi e sostanze pericolose. Un pò come il sale, se ne aggiungiamo troppo rischieremo di trovarci un piatto secco e terribile al palato, se ne aggiungiamo poco ci troveremo un piatto scialbo e senza sapore. Io personalmente non sono in grado di cucinare un uovo quindi evito di giocare a fare Einstein, voi invece?

@kate_la_voyageuse
@tanja.triebiger.thomas
@rudyfranceschinel

Il brio del bio

In questi ultimi anni abbiamo praticamente cambiato stile di vita, ciò che ci hanno insegnato gli anni ’80 è che l’eccesso non è mai sinonimo di bellezza o bontà, basti pensare alle spalline astronomiche e ai capelli cotonati fino all’estremo. Dagli anni ’90 ma, maggiormente nei ’10 (credo possiamo iniziare a definirli in questo modo) c’è una concezione del cibo e della vita completamente diversa: troviamo più equilibrio in ogni ambito senza quel bisogno di strafare in ogni momento. Certo, nella cucina come nella moda, abbiamo visto diversi strafalcioni, basti vedere l’ondata di programmi culinari che propongono le reti televisive, alcuni degni ed altri terribili, ma una cosa è certa: naturale è meglio! Viviamo un periodo in cui il fitness e l’healthy lifestyle la fanno da padrona, le palestre sono sempre più presenti e nei supermercati si trovano in gran quantità prodotti biologici ed a chilometro zero.

Ma cos’hanno di particolare questi prodotti bio?

Innanzitutto si tratta di prodotti che non sono influenzati da un impatto industriale. Dalla nascita fino al consumo hanno subito processi naturali con additivi naturali; il produttore evita pesticidi e fa crescere verdure, frutta o anche animali (giusto per fare qualche esempio) nella totale armonia della natura, con i loro tempi e le loro fatiche. Sicuramente sono più gustosi e sicuri da mangiare, oggettivamente parlando la qualità si sente e si assapora. Dobbiamo spezzare una lancia in favore dei prodotti industriali perché nessuna ricerca ha dimostrato che l’agricoltura biologica sia più sana rispetto a quella industriale.

Ormai è molto semplice comprare prodotti bio, li possiamo trovare nei reparti specifici dei supermercati o nei negozi specializzati. Ovviamente non c’è da stupirsi se hanno un costo elevato, non voglio dire eccessivo perché sono dell’idea che il duro lavoro debba essere ripagato con il giusto prezzo. Purtroppo non tutti la pensano così, infatti per molti anni i piccoli produttori hanno avuto molte difficoltà a decollare nel mondo del business ed infatti venivano etichettati come pretenziosi e “da snob”. I consumatori del nuovo millennio però, si sono riavvicinati a quel pensiero in cui la qualità sia migliore della quantità  preferendo il prodotto del contadino a quello proposto dalle industrie. Quindi con una reazione a catena si è ampliata la richiesta di biologico e di conseguenza, anche la scelta. Adesso lo diamo quasi per scontato ma fino a dieci anni fa la produzione si limitava solo a frutta, carne e verdura.

Non solo i consumatori hanno ceduto al lato oscuro della biologia poichè sono in crescita anche i ristoranti che offrono prodotti bio e da agricoltura nature-friendly. Come se non bastasse, e qui parte un po di patriottismo, l’Italia si sta espandendo diventando uno dei paesi che esportano maggiormente all’estero, non solo nel resto dell’Europa ma anche negli Stati Uniti ed in Giappone. Non parliamo solo di olio e vino ma anche di ortaggi, frutta, pasta, miele e formaggi.

Quindi cosa aspettate? La prossima volta che vi servono la lattuga ed i pomodori andate dal contadino o in un negozio specializzato, noterete la differenza già al primo assaggio.

FOTO:
@mypersonalfoodie
@icasalidelpino

Vola l’ape Maia

Cosa c’è di meglio di una buona e fumante tisana durante una giornata di pioggia? Specie se queste tisane sono accompagnate da del miele, quel nettare fantastico creato da uno degli insetti più fastidiosi e insopportabili del pianeta, ironico no? Ormai il miele lo troviamo praticamente ovunque ma bisogna fare attenzione a quale scegliamo, purtroppo molti prodotti sono importati direttamente da altri paesi che non vietano anticrittogamici e pesticidi, vietati in Italia. Quindi guardate la loro provenienza, io vi consiglio di comprare quelli più costosi non solo per la qualità ma perché così possiamo dare una mano a quei piccoli produttori che campano con questo. Vi auguro una dolce serata.

Miele italiano bio

FOTO:
@toni_soto_

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