Category: cibo italiano

Nuovo Menù

Con l’arrivo della primavera, Architettura del Cibo rivoluziona il menù alla carta.

Nuovi piatti, nuove combinazioni di sapori, con materie prime di stagione, pensati per soddisfare ogni palato. Una carta che viene direttamente dalla creatività e dall’esperienza del nostro chef, Giuseppe Papallo.
La scelta degli ingredienti presenti in ogni piatto è caratterizzata da uno studio continuo e una ricerca approfondita, con lo scopo di creare accostamenti di sapori unici per chi a tavola non si accontenta.

Stai per vivere una nuova esperienza dei sensi da Architettura del Cibo.

Consulta il nuovo menù alla carta.

Un brindisi all’italiana

L’anno è appena iniziato e possiamo già dare una notizia dal sapore tipicamente italiano, una di quelle notizie che ci fanno rendere conto di quanto noi siamo un popolo estremamente fortunato (ma non lo sappiamo). Nella notte di capodanno la maggior parte del mondo ha festeggiato bevendo bollicine, prosecchi e spumanti italiani: da Tokyo a New York l’Italia ha esportato per un capitale di più 2 miliardi di euro. Come se non bastasse siamo stati apprezzati da niente di meno che dalla madre degli Champagne: la Francia. Che dire? Siamo forti, no?

Anche Parigi brinda con bollicine italiane

@andrycava

Spumante o Champagne?

Sapete qual’è la seconda domanda, fatta durante il periodo a cavallo tra il Natale e la notte di San Silvestro, che distrugge le amicizie manco fosse una partita di Monopoli? (Dopo “Che fai a capodanno?” ovviamente). Una domanda che ha la stessa tensione della Korea del nord contro il mondo intero. Dopo Sparta e Atene, dolce e salato e Britney Spears e Christina Aguilera abbiamo la domanda: Champagne o Spumante? Quali sono i dettagli e le curiosità che caratterizzano queste due bevande, regine dei veglioni e creatrici di imbarazzanti ricordi (personalmente parlando, ovvio)? Chiaro, evitiamo le banalità come “lo spumante è italiano e lo champagne è francese” perché questa notizia è intrinseca in tutti noi.

SPUMANTE

Citando wikipedia si tratta di una categoria di vini che, all’apertura della bottiglia, producono spuma causata dalla presenza dell’anidride carbonica NON aggiunta dall’uomo ma prodotta tramite la fermentazione. Qui vi starete chiedendo: ma allora spumante e prosecco sono la stessa cosa! Non esattamente: lo spumante, trattandosi di una categoria di vini, può essere prodotto in qualsiasi vitigno con il metodo classico o méthode champenoise mentre il Prosecco può essere prodotto in determinati vitigni dell’Italia settentrionale con un metodo diverso (in questo caso metodo Charmat). Non mi dilungherò con la spiegazione dei metodi, considerate che si trattano di processi che trasformano il vino, tramite la rifermentazione nelle bottiglie e l’introduzione di zuccheri e lieviti selezionati, in quello che noi useremo per brindare l’arrivo del nuovo anno. In commercio si possono trovare diverse varianti dello spumante: Dosaggio zero (ultra secco), Extra brut (molto secco), Brut (secco), Extra dry (secco ma con una nota dolce), Dry (poco dolce), Demi sec (abbastanza dolce) e Dolce (dolce).

 

CHAMPAGNE

Questo vino del nord-est francese è ottenuto secondo il metodo classico proprio come lo spumante, in questo caso però vengono utilizzati principalmente i chicchi d’uva del Pinot nero, Pinot Meunier  e dello Chardonnay, vitigni in bacca rossa vinificati in bianco. La particolarità di questo vino parte proprio dalla vendemmia che viene effettuata manualmente in quanto è importante che l’uva arrivi al corretto grado di maturazione. Successivamente avviene la vinificazione che sussiste in una prima fermentazione (nota a tutti i vini) e una seconda fermentazione che produce anidride carbonica.  Le varianti dello champagne sono le stesse dello spumante: troverete quindi sia il Dosaggio zero (Pas dosé) che utilizza soltanto gli zuccheri del frutto che l’Extra dry (giusto per fare un esempio).

E voi? siete più tipi da Dom Pérignon o da Franciacorta?

Che fai a capodanno?

Avete già scritto i buoni propositi per l’anno che deve ancora venire? Sapete già cosa fare la notte del 31 Dicembre oppure continuate ad avere attacchi di panico tutte le volte che sentite dire “Che fai a capodanno?” ? Personalmente me ne starò a casa e andrò a letto alle 11 come i veri sfigati dato che persino mia nonna starà sveglia per festeggiare l’arrivo del primo Gennaio. Ma non voglio parlare della mia vita, qui l’argomento in questione è il cibo. Mentre la maggior parte di noi mangerà lenticchie, cotechino e uva come vuole la tradizione, il resto dell’Europa cosa mangerà?

Mentre noi abbiamo il melograno come simbolo di buon auspicio  in Germania mangiano praline e cioccolatini seguite da un brindisi con il Feuerzangenbowle. State tranquilli, non è una blanda  reinterpretazione dello spumante ma qualcosa di più particolare: una bevanda simile al vin brulè preparata con vino rosso, rum, bucce d’arancia, chiodi di garofano e cannella.

Avete presente l’insalata russa presente a grande quantità nelle apericene? Ecco in Russia è un must del capodanno, il suo nome è Salat olivet e viene accompagnata da tartine al caviale e dal kolodets, uno sformato di carne in gelatina. Chiaramente non può mancare la bevanda nazionale amata in tutto il mondo: la vodka.

In Francia, regina della Nouvelle cuisine, non possono mancare escargots e fois gras, per chi non li conoscesse sto parlando delle lumache e del fegato d’anatra. E’ comunque vero la diceria che i francesi sono nostri cugini, i parigini, ad esempio, si raccolgono per gli Champs Elysees per guardare i fuochi d’artificio. Un po come faremo noi a Ponte Vecchio. Ah, ovviamente non può mancare lo Champagne.

In Inghilterra si usa fare un cenone “massiccio” dove è di tradizione mangiare il tacchino ripieno di castagne e il Christmas Pudding, un dolce al cucchiaio ripieno di monete d’argento. Si dice che chi trova più monete più fortuna avrà nell’anno corrente.

Non so voi ma io trovo veramente bello il fatto che anche solo in Europa le tradizioni cambino in modo radicale. In Spagna, oltre a mangiare in bunuelos (sfogliatine ricoperte di zucchero) mangiano 12 chicchi d’uva allo scoccare della mezzanotte. La stessa cosa si fa in Grecia ma, al posto dell’uva, utilizzano il melograno. Voi che ne pensate? Quali sono le vostre tradizioni a capodanno?

@mavneo

Un Natale last minute

Stanchi di guardare per l’ennesima volta la homepage di pintrest alla ricerca di qualche spunto riguardo il pranzo di Natale che, a breve, ci destabilizzerà le vite? Nella corsa frenetica alla ricerca del regalo perfetto molte volte ci dimentichiamo della cosa più importante: il cibo. Per un occasione del genere dobbiamo affinare le nostre skills dato che dovremmo far gustare i piatti alla cognata schizzinosa e allo zio antipatico, quello del come-faccio-io-il-ragù-nessuno-mai-nella-vita. Presentare un semplice piatto di pasta con del sugo sopra è un po riduttivo e, ammettiamolo, abbastanza triste. Ecco quindi qualche idea dell’ultimo minuto per aiutarvi con quello che potrebbe essere la carta d’imbarco per un futuro da chef oppure per l’inesorabile declino verso piatti pronti e pizze surgelate.

ANTIPASTO

Tartine alle noci: vi bastano pochi e semplici ingredienti, solo delle noci e ricotta. Basta amalgamare la ricotta con le noci frantumate in precedenza insieme al pepe e al sale, spalmare la crema su delle tartine e il gioco è fatto.
Involtini di salmone: basta stendere fettine di salmone su un ripiano e spalmarvi sopra del formaggio, poi potete sbizzarrirvi come vi pare aggiungendo mandorle, melograno, rucola o, perché no, tutti gli ingredienti precedentemente elencati insieme. L’importante è fare molta attenzione mentre arrotolate le fettine perché, nonostante il gusto regna sovrano, anche l’estetica ha la sua importanza, mica vorrete perdere quei likes su instagram, vero?

PRIMO

Siamo sinceri, la maggior parte dei commensali chiede a gran voce le lasagne. Io personalmente mi metterei a urlare “QUESTO NON E’ NATALE” senza un bel piatto di lasagne ma, ovviamente non si possono accontentare tutti. Per un pranzo last minute e semplice mi verrebbe da consigliarvi un classico della cucina romagnola (o emiliana, non saprei): tortellini in brodo. Semplici ed efficaci, un toccasana in questi giorni freddi e, diciamolo, dannatamente buoni. Non credo ci sia bisogno che vi spieghi come farli, spero.

SECONDO

Qui arriviamo all’argomento più difficile perché purtroppo la tradizione vuole, ad esempio, lo stinco di vitello oppure il cappone ripieno. Piatti abbastanza complicati che richiedono cura e molto tempo. Però nulla vi vieta di proporre un bel pollo arrosto con delle patate (magari comprato già pronto nel negozio sotto casa) oppure, perché no, dei bei gamberoni al forno con dell’olio, prezzemolo e spezie.

DOLCE

Perché scervellarsi quando in casa abbiamo tanti di quei panettoni e pandori regalatoci da amici e vicini di casa? Magari, se volete rendere più interessanti questi dolci, vi consiglio di preparare una bella crema al mascarpone da spalmare sopra o della Nutella. Non vi piacciono ne i panettoni e ne i pandori e non avete voglia di cucinare? E le pasticcerie a che sono aperte a fare? Un bel mix di pasticcini riunisce i gusti di tutte le persone.

Queste sono solo delle piccole idee, siamo al ridosso del 2018 e ci sono tantissimi siti e ristoranti che preparano interi pranzi da asporto, basta informasi. Chiaro, non ha la stessa “magia” ma, alla fine dei conti, l’importante è essere circondati dalle persone importanti. Non sarà un piatto di cannelloni a fare la differenza… solo i regali. Ecco quelli si che sono importanti.

@sarapanky
@chic_chic_chocolate

Tradizioni natalizie nel mondo

Credo voi sappiate che il Natale non è solo una prerogativa italiana nella quale ci si abbuffa di lasagne e montone. Il Natale, che ci crediate o no, è festeggiato in ogni parte del mondo. Magari non ha lo stesso valore spirituale o religioso ma è curioso sapere come festeggiano i nostri cugini dall’altra parte della terra. Mentre noi ci limitiamo ad accendere qualche candela in Svezia bruciano una capra alta 13 metri per… non so quale motivo, forse perché fa parecchio freddo e hanno bisogno di scaldarsi in un modo o nell’altro; oppure in Norvegia, durante la vigilia di Natale, nascondono le scope nei posti più sicuri della casa dalle streghe e spiriti maligni alla ricerca di questi “mezzi” da cavalcare. Per quanto riguarda il cibo? Ammettiamolo, noi siamo la nazione più schizzinosa per quanto riguarda le tradizioni culinarie. Se avete lo stomaco di ferro e la mente aperta allora continuate pure la lettura di quest’articolo, in caso contrario vi consiglio di fermarvi e mangiare una bella fetta di panettone.

Il Giappone è noto per le sue tradizioni centenarie ma il Natale non fa parte di queste, tralasciando gli addobbi e la concezione della festività americanizzata (che si è estesa in tutto il mondo), rimane perlopiù una novità, Tuttavia, negli ultimi anni, si è affermata una tradizione piuttosto bizzarra: il giorno di Natale i Giapponesi si concedono un’abbuffata di pollo della celebre catena Kentucky Fried Chicken, tanto che sul sito KFC Japan hanno addirittura pubblicizzato un menù a tema natalizio solo per loro.

A Londra non è Natale senza il Christmas Pudding, un must in ogni tavola inglese. Un dolce dalla ricetta rustica e antichissima servita insieme al rum. La curiosità di questo dolce si basa principalmente nella superstizione: innanzitutto contiene 13 ingredienti (come Gesù e i suoi discepoli) mentre l’impasto deve essere girato da ogni membro della famiglia in senso antiorario, da est verso ovest, per onorare l’arrivo dei Re Magi.

Mentre noi congeliamo o cerchiamo il posto più vicino al camino, in Australia è già estate. Considerate che Dicembre è uno dei mesi più caldi dell’anno, quindi, oltre al Babbo Natale in costume su una tavola da surf, sarà possibile mangiare carne nel barbecue oppure pesci freschi, magari accompagnati da dei drink ghiacciati e, perché no, tra una nuotata nell’oceano e un selfie in mezzo all’acqua. Praticamente la versione australiana del ferragosto italiano. E’ tradizionale la Pavlova, un dolce composto da dischi di meringa decorati con panna, cioccolata e frutta fresca.

Questi sono solo tre dei tanti paesi che festeggiano questo periodo. Che sia in Venezuela, dove il giorno di Natale TUTTI vanno in rollerblade a messa per poi mangiare tortillas di farina farcita con carne, o che sia in Austria, dove vanno di porta in porta, manco fosse Halloween, a chiedere mandarini e noci, l’importante è stare in compagnia dei più cari, che siano parenti, amici o anche animali.

@_healthynhappy

Mangiare da cani

Avete presente quel detto: “ho mangiato da cani“? Beh d’ora in avanti non sarà proprio una brutta cosa perché i nostri amici a quattro zampe hanno un loro ristorante. Si chiama, appunto, Dog’s Bistrot, un servizio a domicilio, nella zona di Milano, adatto per chi non volesse far mangiare al proprio cane gli avanzi industriali propinati in tv. Sarà possibile scegliere tra carne di maiale senza grasso con patate lesse, tacchino senza pelle con riso e zucchine oppure uovo di gallina con soia secca e grano saraceno. Tutti i pasti presentati in questo portale sono studiati da un team di nutrizionisti canini, fatti apposta per incontrare le esigenze dei nostri migliori amici.

Dog’s Bistrot: piatti da chef consegnati a casa per i nostri cani

 

Tra pranzi e cenoni, come festeggia l’Italia?

Siete pronti a dire: “La dieta la inizio a Gennaio?” Purtroppo, o per fortuna, le tavole, da qui fino alla befana, si imbandiranno di cibi su cibi su cibi e su cibi. L’ho detto che le tavole saranno piene di cibo? Se gli americani hanno il Thanksgiving, meglio noto come “Giorno del ringraziamento”, noi cosa abbiamo? Un periodo lungo dall’immacolata fino all’Epifania, un mese di festa tra panettoni, tiramisù e lasagne. Passando dal pranzo del 25 Dicembre fino al cenone di fine anno l’Italia festeggerà il periodo natalizio causando, di conseguenza, un aumento del peso corporeo così evidente che saremo costretti ad andare in negozio a cambiare quel maglione regalatoci dalla zia (che poi fa ripensarci tutto il male non viene per nuocere). Ma come si festeggia? Quali sono le differenze tra nord e sud?

NORD

Nel nord si celebra mangiando i prodotti del bosco e della montagna come, ad esempio, il lardo con castagne cotte e caramellate con miele oppure il bue bollito. Vanno per la grande, principalmente in Veneto, i salumi accompagnati da un bicchiere di prosecco. Il cappone sembra mettere tutti d’accordo: dal Friuli-Veneia Giulia fino alla Lombardia lo troviamo al brodo, ripieno con uova , grana e mortadella, oppure arrosto. Tipica è anche la Polenta, che sia fritta o con la trippa è un must sulla tavola del settentrione. Al momento del dessert, oltre al panettone tipico lombardo e al pandoro tipico veronese, troviamo lo strudel, il torrone e il pandolce.

CENTRO

Sulla tavola non possono mancare i tortellini rigorosamente in brodo, tagliatelle o lasagne; magari dopo un bell’antipasto con crostini di fegatini e salumi del luogo. A seguire si trovano l’abbacchio al forno con patate, agnello arrosto o bollito di manzo. Se preferite un natale con il pesce nessun problema: in quel di Modena si gustano spaghetti con tonno, sgombro, acciughe e pomodoro seguiti dal baccalà in umido o fritto. Per quanto riguarda il dolce possiamo trovare i ricciarelli, dolce senese a base di mandorle, zucchero e albume, oppure i caggionetti, ravioli dolci fritti ripieni di mandorle e purè di castagne.

SUD e ISOLE

Cosa succede nel sud invece? In Campania è d’obbligo mangiare il capitone, la femmina dell’anguilla. La storia di questa tradizione è molto particolare: essendo molto simile a un serpente, il capitone simboleggerebbe la vittoria degli uomini su Satana in quanto assunse la forma di questo animale proprio per tentare Eva. Tornando al cibo non possono mancare gli spaghetti alle vongole in Campania, orecchiette con le cime di rapa in Puglia, pasta con le sarde in Sardegna e lo sfincione, una variante della pizza, in Sicilia. Dopo la soppressata calabrese o le pettole (frittelle di pasta farcite con pmodori, capperi, origano e alici) si conclude con cassate e cannoli.

Una tradizione che unisce l’Italia da nord a sud è, senza alcun dubbio, il tradizionale piatto di lenticchie a capodanno, queste simboleggiano, secondo il folklore popolare, l’augurio di prosperità e fortuna per l’anno nuovo. Ma come mai proprio le lenticchie e non i ceci? Perché questa tradizione ha origini più antiche di quanto possiate pensare: gli antichi romani usavano regalare una “scarsella”, ovvero una borsa di cuoio contente lenticchie, con l’augurio che si trasformassero in tante monete.

@theflorentine
@simonamatteoni
@capursss

Pan de oro

Volete fare le persone pretenziose e so-tutto-io durante il pranzo di Natale con i parenti? Bene allora vi racconto in poche righe la storia del Pandoro. Il dolce che conosciamo tutti non è altro che l’evoluzione del “Nadalin“, dolce natalizio del 1200 tipico di Verona. Si dice che il nome sia stato ripreso da un dolce forma conica  presente già durante il periodo d’oro della Repubblica Veneziana, chiamato, per l’appunto, “Pan de oro“. La nascita effettiva del Pandoro risale al 14 Ottobre 1884, quando il sig. Domenico Melegatti depositò all’ufficio brevetti un dolce dall’impasto morbido e dal caratteristico stampo a otto punte.

Storia del pandoro

 

@dolcissimastefy

Tra presepi e frattaglie

Dicembre è arrivato più forte che mai, ma questo lo abbiamo sentito tutti a causa del calo di temperatura dei giorni scorsi. Nonostante ciò la Toscana ha tanti eventi in programma e chiaramente non possiamo farne a meno. Come abbiamo visto i mesi precedenti sono stati caratterizzati da tartufi, zucche, castagne e olio. Questo mese invece cos’ha di caratteristico? Il Natale, che domande! Le piazze delle città si accenderanno con luci a intermittenza, troveremo babbi Natale semimoventi e Mariah Carey in loop per le strade. Che sia a Firenze o in un piccolo borgo sul cucuzzolo di una montagna troverete qualche bancarella che vende cianfrusaglie natalizie, qualche idea per dei regali low cost e, soprattutto, dolciumi.

Uno in particolare, che mi attira personalmente, è il Christmas street food a Viareggio – dal 7 Dicembre al 10 Dicembre – per un week-end all’insegna del folklore natalizio tra hot-dog e brezel oppure i mercatini di Natale a Arezzo – fino al primo Gennaio-. Come se non bastasse, tra i profumi delle caldarroste e dello zucchero filato, sarete in grado di poter dare un’occhiata ai tanti presepi in circolazione come, ad esempio, quello nel centro storico di Castelfiorentino – dall’8 Dicembre fino al 6 Gennaio- oppure i 100 presepi per Palazzuolo (Fi) -8 Dicembre fino al 6 Gennaio -, un paese intero circondato da tantissimi presepi che potranno essere votati dai visitatori.

Se invece avete lo spirito natalizio di un comodino dell’Ikea non preoccupatevi, non tutte le sagre saranno a tema “Christmas Carol”. Uno in particolare potrebbe essere la Sagra delle Frattaglie a Fiesole – dal 7 Dicembre fino al 10 – nella quale verranno proposti piatti a base di frattaglie, appunto, come fegato, cuori, polmone, triippa, lampredotto, animelle  e cervello. Se tutto ciò fosse “troppo” l’8 Dicembre, come ogni anno, a San Pietro a Cegliolo in provincia di Arezzo verrà organizzata la Sagra della Ciaccia, ovvero la tradizionale pasta di pane fritta nell’olio nuovo e condita secondo diverse ricette, ad esempio con formaggi e salumi. Il fritto non vi piace? Allora, sempre ad Arezzo, potrete trovare la Fiera del Miele – 16 e 17 Dicembre -, una fiera organizzata dall’Associazione apicoltori delle province toscane per due giornate interamente dedicate al miele dove, i produttori, faranno assaggiare i loro prodotti ai curiosi.

Non vi piace neanche il miele? Allora fatevi un esame di coscienza, già non vi piace il Natale quindi, di conseguenza, siete delle persone orribili.

@girlinflorence
@hanzljakub

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