Cherry Bombs

Dopo aver mangiato mezzo kilo di ciliegie tutto da solo mi sono reso conto che non avevo ancora affrontato quest’argomento. La ciliegia, come ben sappiamo, è uno dei frutti pre-estivi che si consumano in grandi quantità. Cos’ha di così speciale questo frutto? Innanzitutto è un toccasana per le proprietà diuretiche, disintossicanti e depurative, sono ricche di antocianine, preziose per l’azione anti-ossidante e anti-aging, e di melatonina, la sostanza che combatte i disturbi provocati dall’insonnia. Oltre a tutto ciò sono anche dannatamente buone. Attenzione però perché queste piccole palline rosse dal sapore di gioia e felicità portano a una piccola controindicazione: hanno un forte potere lassativo. Eh già.
Togliendo questa nota dolente comunque non possiamo negare che parliamo di un frutto molto versatile, ottimo sia con i dolci che con il salato. Assolutamente da provare con una tartare di carne, ne vale assolutamente la pena.

Ciliegie: 5 errori da non fare

@zombie_glitch

Cucù cous cous

C’è caldo, ormai lo abbiamo capito. L’estate è ancora lontana nel calendario ma ho già intravisto persone con le classiche espadrillas e pantaloncini inguinali. Ma cosa c’è di meglio per contrastare questo caldo torrido? Sicuramente non una fiorentina alla piastra ne tantomeno un brodino di pollo. Il cous cous è il piatto perfetto, un piatto che si prepara in pochi minuti e dalle più disparate ricette. Ma qual é il problema più frequente che riscontriamo con questa pietanza tipicamente marocchina? Far bollire l’acqua senza “condirla“. Provate invece a inserire un aglio schiacciato, delle cipolle, erbe aromatiche e soprattutto del sale e vedrete che mi ringrazierete. Ah altra cosa: evitate i condiriso e provate qualcosa di più genuino, provate con della frutta secca e delle verdure fresche o, in alternativa, anche solo con del formaggio e burro fuso. La vostra linea non ne sarà felice ma perlomeno il vostro palato si.

Cous cous: 5 errori da non fare

@springlane.de

Rimestata alla francese

Che cos’é la Ratatouille? Oltre ad essere un carinissimo film d’animazione della Disney è anche un piatto celebre francese: si tratta principalmente di uno stufato di verdure fresche del periodo accompagnate da erbe aromatiche. Un po come la nostra zuppa di pane questo piatto ha origini povere, infatti veniva spesso utilizzato dai contadini della provenza; successivamente è diventato un contorno perfetto per carni alla brace. Nonostante significhi letteralmente “rimestata” non significa che, per cucinarla, si debbano buttare nella pentola tutte le verdure in modo casuale perché ognuna ha i suoi tempi di cottura, basta iniziare dalle più compatte, come i peperoni, e procedere via via inserendo le verdure più delicate, come le zucchine. Se eventualmente non voleste perdere tempo a cucinare una ratatouille allora venite nel nostro ristorante e provate la delizia proposta dal nostro Chef.

Ratatouille: 5 errori da non fare

@greatfoodireland

 

Un banchetto da Reali

In questi giorni non si è fatto altro che parlare del matrimonio superlativo di Harry e Meghan quindi mi pare ovvio dargli uno sguardo anche dal punto di vista culinario. Si sa, non è un matrimonio senza un banchetto e chiaramente la Royal Family non si è lasciata cogliere impreparata. Lo chef di corte, Mr. Mark Flanagan, ha iniziato a lavorare per il menù a Marzo coinvolgendo, oltre la presenza degli sposi, uno staff di 30 cuochi. I novelli sposi hanno voluto un menù che coinvolgesse prodotti di stagione, infatti provengono tutti dalle tenute reali e dalle fattorie inglesi. Quindi cosa hanno mangiato nel castello di San Giorgio?

– Scampi scozzesi avvolti in salmone affumicato con panna acida agli agrumi
– Asparagi inglesi grigliati avvolti in prosciutto di Cumbria
–  Panna cotta ai piselli con uova di quaglia e limoncina
– Tartare di pomodoro e basilico con perle di aceto balsamico.
– Pollo ruspante in camicia allo yogurt con albicocche caramellate
– Crocchette di agnello di Windsor con verdure grigliate e marmellata di scalogno
–  Punte di asparagi con mozzarella e pomodoro

– Pollo in fricassea con spugnole e porri novelli
– Risotto con piselli e menta, olio di tartufo e scaglie di parmigiano

– Pancetta di maiale di Windsor cotta per 10 ore con composta di mele

– Macaroon al pistacchio e champagne
– Crème Brûlée all’arancia
– Tortine di crumble al rabarbaro

 

Tra i prodotti spicca comunque l’Italia, dal Parmigiano alle arance di Amalfi fino ai confetti, creati appositamente da un’azienda umbra; la stessa che fornì anche il matrimonio di William e Kate e addirittura quello di Carlo e Diana. Peccato fosse impossibile imbucarsi perché con un menù del genere mi sarei travestito da Victoria Beckham.

Harry e Meghan: il menù delle nozze
Heinz Beck commenta il menù del Royal Wedding di Meghan e Harry

@theroyalfamily

 

 

Think outside the box

Siamo in primavera inoltrata e le belle giornate stanno prendendo il sopravvento, il sole che splende alto nel cielo anche alle sette di sera ha riattivato la goliardica voglia di vivere e di mangiare bene (si perché tra poco c’è l’esame della prova costume, non ci tengo a precisarlo ma è così). Cosa non può mancare? La frutta. E qual’é il frutto di questo periodo che ci farà compagnia finché il sole non tramonterà per far spazio all’uva e alle foglie ingiallite? Esatto, la pesca; uno dei frutti più sottovalutati a mio parere. Perché la pesca è sottovalutata? Beh molti non si rendono conto che, oltre le numerose proprietà nutritive, è uno dei frutti più versatili in ambito culinario. Ammettiamolo, la maggior parte di noi compra le pesche e le mangia “a freddo” senza pensare che sono ottime con un risotto, con il pesce e anche con i formaggi. La polpa acida e zuccherosa si adatta benissimo con le insalate ma anche con i muffii, budini, confetture, oppure in abbinamento con le zucchine insieme al riso o anche con secondi che hanno a che fare con il salmone. Come si suol dire: “think outside the box“.

Pesche: 5 errori da non fare

 

Bugie e polpette

Non so voi ma tutte le volte che vado all’Ikea mi fermo a mangiare un boccone nel ristorante all’interno, per me è sempre un piacere scoprire nuove culture e devo ammettere che la cucina svedese è sempre stata un mistero per me (Sarà che ho un brutto ricordo che collego con un turista scandinavo che, dopo aver ordinato una bistecca al sangue, ha chiesto di poterla accompagnare con un cappuccino). Uno dei miei piatti preferiti sono i köttbullar, le polpette di carne accompagnate da besciamella o da marmellata ai frutti di bosco. Qualche giorno fa, però, il governo svedese ha abbattuto il silenzio ammettendo che questo piatto non è propriamente svedese ma turco: derivano invece da una ricetta che il re Carlo XII portò dalla Turchia. Il popolo svedese è scosso, ammettiamolo è come se noi scoprissimo che la pizza in realtà è un piatto americano!
Possiamo parlare quindi di appropriazione culturale? Che ne pensate?

Le famose polpette svedesi sono turche

 

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